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| 25.05.06 |
| Nuovi innesti solo se la Fip non ammetterà più di tre over 30 in squadra Benussi: «Andiamo in C2 senza paura» MONFALCONE Venticinque anni di passione per il basket coronati da una stagione praticamente senza macchie, una cavalcata trionfale verso un obiettivo mai raggiunto prima. La stagione 2005/2006 rimarrà un timbro indelebile nella storia della Pallacanestro Monfalcone che nell'anno di questo anniversario (è stata fondata nel 1981) ha raggiunto la C2. «Solo due passi falsi su 26 partite, anche se uno di questi ci è costato l'apparizione sulla Cantada scherza il presidente, Paolo Benussi è stata una stagione stupenda dominata dall'inizio alla fine. Adesso ci prepariamo per la C2 con il sogno di mantenere intatto questo splendido gruppo anche perché, a mio avviso, può senz'altro competere senza innesti. Ma dipenderà tutto dalle regole». Dipenderà, infatti, dalla regola sugli over 30: se il Comitato regionale della Fip deciderà di consentire l'utilizzo in partita di soli tre over 30, per la PM cambia tutto. «Attendiamo le disposizioni della Fip continua Benussi a livello nazionale questa regola non c'è ma si vocifera che a livello regionale la si voglia applicare. In questo caso cercheremo lo stesso di fare la C2, e in questo senso abbiamo già contatti ben avviati per il prestito di giovani da società più importanti, e chiederemo di poter iscrivere due squadre al campionato di Promozione». Da due anni, infatti, la Pallacanestro schiera due squadre senior, da quando, cioè, sono arrivati in gruppo giocatori del calibro di Davide Cestaro, Cristian David, Giulio Mazzoli, quelli che hanno consentito il salto di qualità, e quello, doppio, di categoria. Dalla Promozione alla D nel 2003/2004, dalla D alla C2 nel 2005/2006. «Visto il numero di tesserati continua il presidente abbiamo optato per scindere il gruppo in due parti. Un impegno in tutti i sensi, anche economico, e per questo dobbiamo ringraziare Valentino e Mirna della Gasthaus che ci hanno consentito di farlo. Certamente qualche giocatore rimasto in Promozione si è sacrificato, ma è stata una soluzione accettata da tutti e il fatto di non aver perso nemmeno un tesserato dimostra che è stata la scelta giusta». Anche perché le regole del gruppo sono chiare: «Non sono mai cambiate, da 25 anni a questa parte: lo spirito è sempre quello del divertimento, coniugato con l'impegno agonistico ma sempre con il gruppo come principio fondante. Una volta siamo stati citati anche in una tesi di laurea come esempio di gestione del gruppo, e queste sono cose che restano. Tutto ciò non è cambiato nemmeno con l'arrivo di giocatori, diciamo così, più forti. Sono cambiati solo i risultati sportivi. Tanto per dire, anche loro pagano la quota sociale, che è una sorta di autotassazione per continuare a praticare il proprio sport preferito in un gruppo sano e divertente. Solo l'allenatore è esentato, ma lavora gratis». Ne è passato di tempo da quel 1981 quando tre soci, con 1.000 lire a testa, fondarono la società per disputare il campionato di Prima divisione con lo storico marchio Essegi. Di quella squadra è rimasto un solo giocatore: Mario Sdrigotti, 52 anni, continua imperterrito a calcare i parquet della Promozione in maglia PM, forse il vero emblema di questa società e della sua filosofia. «E non solo i parquet locali continua Benussi ma anche quelli d'Europa visto che partecipiamo su invito ai vari tornei Over in Polonia, a Lubiana, Vienna, Budapest e Monaco di Baviera, che tra l'altro l'anno scorso abbiamo vinto. Ci hanno invitato anche ai Mondiali di categoria a Montevideo, ma mi sa che l'Uruguay è un po' troppo lontano». Lodevole anche l'impegno della PM nella raccolta di fondi per beneficenza: da quattro anni, il derby con i cugini dei Nuovi Amici è destinato a questo scopo, un impegno che ha fruttato oltre 15.000 euro devoluti ad Emergency e altre associazioni. Michele Neri |