18 MAGGIO 05

Pesante sconfitta Gasthaus umiliata a Udine dal Latte Carso nella bella dei quarti



Termina a Udine la stagione della Gasthaus Stube, sconfitta dall’Ubc Latte Carso per 87-66 nella bella dei quarti. Il punteggio finale è severo se si considera l’andamento del match e della serie, quasi sempre equilibrata, risolta soprattutto dalla freschezza atletica dei friulani, bravi, comunque, a reggere la pressione psicologica dopo aver gettato al vento la qualificazione in gara 2. «Bisogna riconoscere loro tutti i meriti – spiega coach Lussin – sono partiti con il piede giusto, aggressivi, con difesa a tutto campo e precisione al tiro. Il nostro impatto invece, non è stato dei migliori, e abbiamo dovuto fare gara di rincorsa, anche se siamo arrivati a un paio di punti di distanza nel terzo quarto. Abbiamo perso l’occasione in gara-1, quando eravamo stati noi a imporre il ritmo alla partita». Invece, domenica, pronti-via ed era subito 15-4 con un incontenibile Campanotto (25) a diventare un incubo per la difesa bianconera. Con lui, bene anche Infanti e il «coloured» Cruz, giovanissimi prospetti che avranno spazio, il prossimo anno, in categorie più alte (sono seguiti dalla Calligaris Corno). La Gasthaus ha rimontato, con la zona 3-2, fino a –5 della terza frazione, anche in coincidenza di un calo Ubc. In quel momento, scelte di tiro sbagliate, dettate probabilmente da una scarsa lucidità, dovuta all'impegno fisico di una stagione lunghissima, hanno consentito ai friulani di riallungare definitivamente. «Gli errori tecnici sono stati fondamentalmente due – racconta ancora Lussin – il primo tutto mio quando ho fatto iniziare la gara con una difesa individuale che non reggeva alcuna penetrazione avversaria. Troppi 54 punti subiti in venti minuti. Il secondo è stato quello di non aver saputo dare a David e Cestaro più palloni giocabili sotto canestro. Ci resta un po’ di rammarico, perché ci tenevamo a passare il turno, ma anche la consapevolezza di aver concluso una buona stagione, per la quale i ragazzi meritano i miei complimenti».

Michele Neri